Il vassoio del mondo
30 gennaio 2012
“[il viaggiatore] scala una montagna,/guarda indietro, si siede e spesso, se è dotato/tratteggia il paesaggio della valle con il pennello; piazzando qui un prato, lì un campo, qui una foresta, lì/un antro, una città, o un fiume argentato,/come ad aggiungere bellezza alla sua composizione”. -B.H.-
Quel lavoro chiamato scrivere
17 gennaio 2012
“Scrivere è un lavoro che richiede molta manodopera. Ci vuole tanto tempo per concludere qualcosa. Dopodiché si tenta di venderla a un mondo che non sa di volerla”. -H.K.-
Nuove prospettive
1 gennaio 2012
“Il capo di una nobile genziana si erge, alto,
spicca sopra il basso coro delle erbe comuni.
L’intero popolo dei fiori è sotto la sua bandiera.
E persino il fratello azzurro si china a onorarla.”- A .H-. -
Canzone cinese
23 dicembre 2011
“So che mi ami
aspetto
ma dove vuoi che vada?”-(Canzone cinese)-
Prima i libri, poi la realtà
17 dicembre 2011
I luoghi esistono prima nei libri, ovvero la letteratura anticipa la geografia. La California, per esempio. Prima della sua fisica scoperta europea, uno scrittore spagnolo, Garet Rodriguez de Montalvo pubblicò a Siviglia un testo – Le Sergas de Esplandiàn – in cui narrava di una certa isola di California sulla quale regnava Califa, regina delle nere Amazzoni, le cui terre erano prossime al paradiso terrestre. “Il testo dovette tornare alla memoria dei conquistadores, a cui certo non mancava il tempo di leggere durante le lunghe traversate oceaniche, quando giunse il momento di battezzare l’Amazzonia e la California”, scrive Bertrand Westphal, il quale sottolinea che la California è rimasta un’isola fino a molto tempo dopo che Hernest Cortez, nelle spedizioni del 1534 e del 1535 ne aveva intuito l’effettiva formazione peninsulare. Tant’è che ancora nel 1719, su una nota mappa dell’America del Nord, la California continuava a essere rappresentata come un’isola. Leggi il seguito
Luogo a procedere
10 dicembre 2011
“Un treno non è un mezzo qualunque. Un treno fa parte del Paese. E’ un luogo”.-P.T.-
L’intuito
6 dicembre 2011
“Mi pareva che là, in una casa coniugale (ammesso che mi fossi mai sposata), mi sarei annoiata terribilmente. Mi pareva poi che con qualsiasi uomo, dopo un po’, mi sarei annoiata. Mi pareva anzi, in un certo senso, che non esistessero neppure uomini”-A.M.O.-
Legati alla terra
28 novembre 2011
Penso, dunque parto
30 ottobre 2011
Cosa si pensa quando si sta per partire? Se come me si hanno alle spalle anni di partenze, il bagaglio (la mia bicicletta) e la destinazione (stavolta andrò in Gambia), non costituiscono un problema sul quale riflettere troppo a lungo: i preparativi di una partenza, quantunque “avventurosa”, se si ripetono, finiscono per diventare normale routine. Ma, i pensieri? La mia autostima è al minimo storico – ci sono le prove fattuali che dicono che valgo poco -, e il mio entourage confligge tra morte e malattia: in quali pensieri posso indugiare dunque? In un interessante saggio intitolato “La mente del viaggiatore”, Eric Leed sostiene che le persone che viaggiano molto hanno una mente che è portata a relativizzare; dispongono cioè della capacità di analizzare le vicende con più distacco e oggettività rispetto a coloro i quali rimangono stanziali in un centro geografico limitato. “Tutto quello che abbiamo è il risultato di quello che abbiamo pensato” sta scritto in un testo indiano attribuito al Buddha. Forse è proprio così perché in questa mia attualità piuttosto triste, penso che prima di partire dovrei trovare il tempo di scrivere della Birmania. (Si chiama Myanmar, ma io preferisco chiamarla con il nome precedente al colpo di stato). In Birmania andai nel novembre del 2005, viaggiavo ancora con la Bertulazzi, la bici color giallo che mi ha costruito su misura un giovane artigiano bresciano di cognome appunto Bertulazzi. I viaggi forse spariscono se non li racconti. Leggi il seguito
Souvenir
20 ottobre 2011
“Nella stanza da pranzo della nonna c’era un armadietto chiuso da uno sportello a vetri, e dentro l’armadietto un pezzo di pelle. Il pezzo era piccolo, ma spesso e coriaceo, con ciuffi di ispidi peli rossicci. Uno spillo arrugginito lo fissava a un cartoncino. Sul cartoncino c’era scritto qualcosa con inchiostro nero sbiadito,ma io ero troppo piccolo, allora, per leggere.
“Cos’è questo?”
“Un pezzo di brontosauro”.-B.C.-
L’Attesa
5 ottobre 2011
“Un contadino deve restare a lungo sul versante di una collina con la bocca aperta prima che un’anatra arrosto vi voli dentro”. -proverbio cinese-
Cadono strane rose
25 settembre 2011
Balzi danzanti
11 settembre 2011
Circuiti poetici
10 settembre 2011
“Anche se il riparo delle tue notti è poco sicuro
e la tua meta ancora lontana
sappi che non esiste
sentiero senza una fine
non essere triste”.-H.S.-
Occhiali rosa
28 agosto 2011
“Che cosa vedete adesso?
Globi di rosso, giallo, porpora.
Un momento! E adesso?
Mio padre, mia madre e le mie sorelle.
Sì. E adesso?
Cavalieri in armi, belle donne, visi gentili.
Provate questa!
Un campo di grano, una città.
Benissimo! E adesso?
Molte donne dagli occhi vivi e le labbra chiuse.
Provate queste!
Soltanto un bicchiere sul tavolo.
Oh! Capisco! Provate questa lente.
Soltanto uno spazio vuoto, non vedo nulla di particolare.
Bene. Adesso?
Pini, un lago, cieli d’estate.
Questa meglio. E adesso?
Un libro.
Leggetemi una pagina.
Non posso. Gli occhi mi sfuggono dalla pagina.
Provate questa lente.
Abissi d’aria.
Ottima! E adesso?
Luce, soltanto luce che trasforma tutto il mondo in un giocattolo.
Benissimo! Faremo gli occhiali così“.-E.L.M.-
Il tempo perduto
26 luglio 2011
“La vista delle rovine ci fa fugacemente intuire l’esistenza di un tempo che non è quello di cui parlano i manuali di storia o che i restauri cercano di richiamare in vita. E’ un tempo puro, non databile, assente da questo nostro mondo di immagini, di simulacri e di ricostruzioni, da questo nostro mondo violento le cui macerie non hanno più il tempo di diventare rovine. Un tempo perduto che l’arte a volte riesce a ritrovare”.-M.A.-
Scendere dal letto di piume
17 luglio 2011
“Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. La gran cosa è muoversi, sentire più acutamente il prurito della nostra vita, scendere da questo letto di piume della civiltà e sentirsi sotto i piedi il granito del globo appuntito di selci taglienti”. -R.L.S.-
Trionfo
13 luglio 2011
“Ho annusato la primavera, e la linfa che scorreva. Stavo vivendo uno di quei rari momenti di pace assoluta, in cui il corpo è rilassato, la mente non s’interroga e il mondo è un trionfo. E tutto perché Teheran era lontana”.-R.B.-
Specchi
28 giugno 2011
Ossimori mediatici
23 giugno 2011
Parole senza frontiere
18 giugno 2011
“Vale tuttavia la pena di sottolineare la fallacia seconda la quale “una cultura (al singolare) è uguale a una lingua (al singolare)”. Questa equazione, implicita nelle idee di una cultura a base nazionale, è stata demolita da Bakhtin, per il quale una lingua è un insieme di discorsi divergenti, contestanti, dialoganti che nessun ‘nativo’, e a maggior ragione nessun visitatore, è in grado di controllare”. -J.C.-
Desideri
7 giugno 2011
“Poiché non poteva avere una casa, voleva il mondo”.-J.M.-
Un tot al chilo
4 giugno 2011
“La prima e più pura forma di commercio – in cui le cose entrano in rapporto fra loro senza parole – è, secondo P.J.Hamilton-Grierson, il ‘commercio muto’, nel quale le merci venivano scambiate fra persone che né si vedevano né si parlavano. Il commercio muto consiste nel porre degli oggetti – spesso oro e sale – gli uni di fronte agli altri, finché non si raggiunga un’equivalenza: moltissimi viaggiatori ne sono stati testimoni, specialmente sulle frontiere tra popoli di norma ostili l’uno all’altro”. E.J.L.
Bellezza senz’anima
12 maggio 2011
Cuore di Kappa
7 maggio 2011
“Il passato è come i sogni”. -S.T.-
Ribelli
28 aprile 2011
“Più il popolo capisce, più diventa vigilante, più diventa cosciente che in definitiva tutto dipende da lui e la sua salvezza risiede nella coesione, nella conoscenza dei suoi interessi e nell’identificazione dei suoi nemici. Il popolo capisce che la ricchezza non è frutto del lavoro, ma il risultato d’un furto organizzato e protetto”. -F.F.-
Tasse
21 aprile 2011
“Tassa sulla finestra. Tassa imposta in Inghilterra nel 1696. Quasi tutte le case abitate furono tassate di due scellini l’anno, con un importo aggiuntivo al crescere del numero delle finestre. Durante il XVIII secolo la tassa venne più volte aumentata, finché non fu ridotta nel 1823 e poi abolita del tutto nel 1851, in seguito a violenti proteste.”-J.A.-







