Luna e lampione

24 luglio 2014

 

Luna e lampione in un quartiere di Trento, qualche notte fa.

Luna e lampione in un quartiere di Trento, qualche notte fa.

 

MILKA GOZZER

Una buona parte della mia vita è trascorsa sulla strada, con i piedi sui pedali. Pedalo da vent’anni nella provincia dove vivo, il Trentino, e attraverso paesi di quasi tutti i continenti. Ho pedalato in ogni ambiente, nelle foreste, nel deserto, in alta montagna, su strade di collina, di città, di villaggi, di metropoli, ogni volta come un’immersione a muso nudo. Ma non hai paura? La paura di chi pedala sulla strada è una sola: essere travolti da un altro veicolo. Sono partita da Hanoi e arrivata a Saigon pedalando, ho pedalato da Phnom Penh, da Vientiane, da Montevideo, da Taipei, da Accra, da Hobart, da Praga, da Innsbruck, da Windhoek, da Harare, da Lilongwe, da Chisinau, da Banjul, da Varsavia, da Vilnius… . Sono andata in bici fino Parigi, sono partita dalla Costa Azzurra e sono arrivata a Tolosa, da Pamplona a Finisterre, dalla Croazia a Sarajevo, dal lago di Costanza a Ginevra, da Vienna a Budapest… ma il viaggio che più mi ha spaventato è stato quello da Trento a Roma. Leggi il seguito

<La nuvola non può dissolversi nel nulla. Potrà diventare pioggia o neve o grandine. Per una nuvola è impossibile scomparire.>  -T.N.H.-

Bhaiku

13 giugno 2014

<A pedalare

in posti esotici

ci si perde? No.> -P.P-

La firma

19 maggio 2014

<Mio figlio Don Diego, e chiunque altro venga a ereditare questo maggiorasco, a partire dal momento nel quale lo avranno ereditato e ne avranno preso possesso, firmeranno con la mia firma, così come ora la eseguo, e che consiste in una X sormontata da una S, in una M sormontata da una A romana in cima alla quale è scritta una S , e in una Y sormontata da una S ,il tutto accompagnato da un certo numero di tratti di penna e di virgole come li faccio attualmente e come si possono vedere nelle mie firme, oltre che a quella apposta al presente documento.> (22 febbraio 1498) -C.C.-

Polli di allevamento

25 aprile 2014

<La mamma sa che ai polli appena nati tagliano le zampe per evitare che facciano sforzi, poi li attaccano a una macchina che li ingrassa artificialmente. Polli delle dimensioni di una mucca, privi di muscoli. Polpa bianca e molle come burro. File di polli separati da pochi centimetri. Si dà da mangiare solo al primo pollo della fila e gli altri mangiano la merda del pollo che li precede, uno dopo l’altro in  una successione infinita. La merda dell’ultimo pollo è la base del mangime per i pesci>. – E.M.R.-

Da qualche settimana ho in casa un cucciolo di cane, uno shitzu. Ho già esperienza, ma al riguardo sono un po’ all’antica: non amo i cani borsetta, i cani divanizzati, lettizzati, addobbati con i fiocchettini, i vestitini, ricoperti di carezzine, moine, bacini: preferisco una divisione degli spazi domestici e, assolutamente, una dose moderata di effusioni. Peggio di un bambino viziato c’è solo un cane viziato.
Però, mi sono detta, sarà dura resistere alla tentazione di spupazzarsi il cucciolo.
Nessuno aiuto dalle cerchie amicali proprietarie di animali domestici: oh, vedrai, tanti buoni propositi all’inizio, ma poi… Nessun aiuto da internet: i forum, i siti e i blog sull’educazione di un cucciolo sembrano fatti apposta per provocare ansia, frustrazioni, incombenze: orari dei pasti, dosi dei pasti, piange, abbaia, morde, piscia, mangia le sue feci, mordicchia i mobili, premialo, picchialo, mettilo nel letto, tienlo lontano dal letto: la gente è capace di disquisire infinitamente sulla consistenza della cacca di un cagnolino, non dorme la notte meditando se le crocchette industriali sono più sane dell’alimentazione casalinga, se per fargliela fare al posto giusto è corretto mettergli il muso nella pipì o adottare la pazienza. Dopo un giorno, ho smesso di guardare internet su ogni argomento riguardante i cani.

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