Desertopoli
29 aprile 2013
Cuore
16 aprile 2013
<Cattiva bambina, non ti abbiamo proibito tutti i movimenti violenti? Senti come ti batte il cuore!>
<Lascia che si spezzi. Batte già da troppo tempo>. -W.G.-
L’amore oltre i confini
7 aprile 2013
<Nella mia famiglia di amici il desiderio di creare un’intimità forte quanto un legame di sangue è accompagnato dal desiderio di vivere qualcosa di più aperto. Le nostre relazioni sono di lunga durata, ma i ruoli non sono ben definiti. Partiamo, torniamo, ma queste separazioni non compromettono la nostra intimità. Non siamo uniti nel sangue o da una terra comune ma da una morale simile: il bisogno di vivere in modo pieno il presente, di superare i limiti, la mancanza di fede nel futuro, il rispetto per l’onestà. E’ questa la nostra storia comune. Viviamo la nostra vita in modo sconsiderato, ma con grande considerazione per l’altro. Tra noi c’è una capacità di ascolto e di comprensione che va oltre il concetto classico di amicizia.> – N.G.-
Ci vuole orecchio
30 marzo 2013
Epifanie tardive
22 marzo 2013
<E allora mi meravigliò come le idee più semplici ed evidenti si presentino nel nostro spirito così tardivamente>. -F.M.D.-
Scrivere per non avere un volto
12 marzo 2013
<Ma voi pensate davvero che io ci metterei tanta fatica e tanto piacere a scrivere, credete che mi ci sarei buttato ostinatamente a testa bassa, se non preparassi – con mano un po’ febbrile – il labirinto in cui avventurarmi, in cui spostare il mio discorso, aprirgli dei cunicoli, sotterrarlo lontano da lui stesso, trovargli degli strapiombi che riassumano e deformino il suo percorso, in modo da perdermici e comparire finalmente davanti a occhi che non dovrò più incontrare? Più d’uno, come faccio senz’altro io, scrive per non avere più volto. Non domandatemi chi sono e non chiedetemi di restare lo stesso: è una morale da stato civile; regna sui nostri documenti. Ci lasci almeno liberi quando si tratta di scrivere.> -M.F.-
Rendiconto
1 marzo 2013
<Ritornando a casa chiese al padre: ‘Qual è il rendimento dell’investimento che uno può aspettarsi arando dei campi?’ ‘Dieci volte l’investimento’ rispose il padre.
‘E quant’è il profitto su un investimento in perle e in giada?’
‘Cento volte quanto investito.’
‘E quanto sarebbe il rendimento dallo stabilire un nuovo governante e conquistare lo stato?’
‘Sarebbe incalcolabile’>.-L.B.-

