Tengo famiglia

28 Dicembre 2009

“La famiglia era un modello di inclusione. Oggi è diventata un pretesto per escludere. La frase “devo pensare alla famiglia” significa invariabilmente “vaffanculo”.-T.J.-

Grandi orizzonti

26 Dicembre 2009

Anche le galline volano

16 Dicembre 2009

“Presso Fuentes vedemmo un branco di galline faraone, forse di cinquanta o sessanta capi. Erano estremamente timide e non fu possibile avvicinarle. Fuggirono correndo con la testa rovesciata all’indietro, come fanno le pernici nei giorni piovosi di settembre, e quando facemmo l’atto di inseguirle subito si levarono in volo”.-C.D.-

Ospitalità bucolica

11 Dicembre 2009

“Tuttavia stanotte potevi riposare qui con me
su un giaciglio di verdi frasche; abbiamo frutti maturi, 80
tenere castagne e latte rappreso in abbondanza.
E già lontano fumano i tetti dei casolari
e più lunghe dall’alto dei monti discendono le ombre”. –P.V.M.-

Il sapore dell’uomo

8 Dicembre 2009

“Tu che leggi la storia di Edipo e di Tieste il tenebroso,
di Medea e di Scilla, perché leggi solo cose orribili?
Che ci guadagni col rapimento di Ila, con Partenopeo,
con Attis e con il mito di Endimione addormentato?
E con Icaro nudo che perde le penne?
E con Ermafrodito che odia le acque innamorate?
Cosa ci trovi in queste storie false di miseri libri?
Leggi qualcosa che riguardi la tua vita di uomo.
Qui non troverai né Centauri, né Gorgoni, né Arpie:
se la mia pagina ha un sapore, è quello dell’uomo”.-M-

L’amore che striscia

6 Dicembre 2009

“(…) come un serpente [Cadmo] si distese lungo il ventre,     
sentendo che sulla pelle indurita gli spuntano squame,  
che il corpo si fa nero e si chiazza di macchie azzurre.  
Caduto prono sul petto, le gambe si fondono insieme 
e a poco a poco si assottigliano in una punta affilata.   
Non gli restano che le braccia, e le braccia, finché gli restano, 
tende, con le lacrime che gli scorrono sul viso ancora umano:   
“Accostati, moglie mia”, dice, “accostati, moglie mia infelice,    
e finché qualcosa di me sopravvive, toccami, prendimi              
la mano, finché è tale,finché il serpente tutto non mi pervade!”
Vorrebbe, sì, dire di più, ma la lingua si scinde                             
ad un tratto in due, le parole che ha in animo di dire                  
si spengono e ogni volta che cerca di emettere un lamento,    
sibila: questa è l’unica voce che la natura gli lascia […].            
[Armonia] accarezza il collo viscido di quel serpente crestato    
e di colpo sono in due a strisciare intrecciando le spire,      
finché non si nascondono nel folto di un bosco vicino.       
Ancora oggi non fuggono l’uomo o l’aggrediscono per ferirlo:
serpenti innocui, che non possono scordare chi furono un tempo”.  –O.-

Yasunari Kawabata

“Prenderai il raffreddore” e Eguchi ricoprì il corpo della ragazza spegnendo l’interruttore della coperta elettrica. Cominciò ad avere l’impressione che la forza magica della vita di una donna non fosse poi gran cosa. E se l’avesse strangolata? Sarebbe stato facile. Anche per un vecchio. Eguchi si passò un fazzoletto sulla guancia dalla parte dell’orecchio che aveva appoggiato sul cuore della ragazza. Doveva essergli rimasto l’odore forte della ragazza. Anche il battito del cuore era rimasto in fondo al suo orecchio. Il vecchio si mise una mano sul cuore. Forse perché era il suo, gli sembrò più regolare”. –Y.K.-

E mangia!

27 Novembre 2009

“Essere generosi, dare agli altri, perché dare è un gesto di grandezza. Non prendere ma dare, mio padre mi ha inculcato questa frase con tale forza che per me quel comportamento divenne un obbligo. In famiglia c’erano alcuni componenti che se ne approfittavano. Se io, ad esempio, indossavo una camicetta nuova e mia cugina diceva che era bella, iniziava un gioco per cui alla fine risultavo sempre la vincitrice, anzi la perdente, dipende da come la si guardi. Mi offrivo di regalarle la camicetta, se le piaceva, al che lei rifiutava con qualche esitazione, ma io non cedevo. Così alla fine lei aveva la mia camicetta e io ero contenta di aver vinto. Questo viene chiamato taarof, un rituale molto diffuso in Persia. Si pratica quando si mangia, quando si paga e quasi ovunque. Nel mangiare spesso è molto fastidioso, si riceve in continuazione una pietanza fino a quando semplicemente non se ne può più. Coloro che non conoscono il rituale taarof, spesso s’infastidiscono. In Germania i persiani che vengono invitati dai tedeschi, e non sanno che lì esiste questo rituale, spesso ritornano a casa affamati. Aspettano di essere spronati a mangiare ma rifiutano quando questo accade. A quel punto i padroni di casa tedeschi desistono subito.”-F.A.B.-

Parole

26 Novembre 2009

“…Le tue parole scivolano sul piano obliquo della mia indifferenza…”. -S.-

Tutti i nomi

17 Novembre 2009

In Ghana ogni persona assume dalla nascita due nomi propri. Il secondo viene imposto dai genitori, prevalentemente dal padre. Il primo e’ il cosiddetto “nome dell’anima” che si ritiene dato da Dio e corrisponde al giorno della settimana in cui una persona nasce. Ecco i nomi e i giorni corrispondenti.

Maschi      Giorno       Femmine

Kwasi         Domenica     Akasi

Kodwo       Lunedi’          Adwoba

Kabenla       Martedi’      Abenlema

Kaku             Mercoledi’   Akuba

Kwaw            Giovedi’      Yaba

Kofi                 Venerdi’      Afiba

Kwame         Sabato         Ama

Appunti di viaggio

31 Ottobre 2009

“Viaggiare significa ignorare i fastidi esterni e lasciarsi andare interamente all’esperienza, fondersi con tutto quello che ci circonda, accettare ciò che ci succede e così, in questo modo, fare finalmente parte del paese che si attraversa. E’ questo il momento in cui si avverte che la ricompensa sta arrivando.” -F.S.-

La metamorfosi

22 Ottobre 2009

“Lo stelo è già contenuto nella radice, la foglia nello stelo e il fiore, a sua volta, nella foglia: variazioni su una stessa idea”. – J.W.G.-

Il tornaconto

19 Ottobre 2009

“Si rendeva conto la maggioranza del popolo italiano che questi atti erano delitti? Quasi sempre, se ne rese conto, ma il popolo italiano è cosiffatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto, e se lo si fa scegliere tra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo tornaconto”. – E. M. -

La feccia del pianeta, questo eravamo. Meglio: così eravamo visti. Non potevamo mandare i figli alle scuole dei bianchi in Louisiana. Ci era vietato l’accesso alle sale d’aspetto di terza classe alla stazione di Basilea. Venivamo martellati da campagne di stampa indecenti contro “questa maledetta razza di assassini”. Cercavamo casa schiacciati dalla fama d’essere “sporchi come maiali”. Dovevamo tenere nascosti i bambini come Anna Frank perché non ci era permesso portarceli dietro. Eravamo emarginati dai preti dei paesi d’adozione come cattolici primitivi e un po’ pagani. Ci appendevano alle forche nei pubblici linciaggi perché facevamo i crumiri o semplicemente perché eravamo “tutti siciliani”.

“Bel paese, brutta gente.” Ce lo siamo tirati dietro per un pezzo, questo modo di dire diffuso in tutta l’Europa e scelto dallo scrittore Claus Gatterer come titolo di un romanzo in cui racconta la diffidenza e l’ostilità dei sud-tirolesi verso gli italiani. Oggi raccontiamo a noi stessi, con patriottica ipocrisia, che eravamo “poveri ma belli”, che i nostri nonni erano molto diversi dai curdi o dai cingalesi che sbarcano sulle nostre coste, che ci insediavamo senza creare problemi, che nei paesi di immigrazione eravamo ben accolti o ci guadagnavamo comunque subito la stima, il rispetto, l’affetto delle popolazioni locali. Ma non è così. -G.A.S.-

Carlo Fiori

22 Settembre 2009

“Quando arrivai a Marsiglia, nel giugno del 1932, mi scrollai di dosso il mio vero nome e mi ribattezzai Charles Fiori. Stavo per compiere i diciott’anni e i benpensanti mi consideravano un tipo poco raccomandabile. Debbo riconoscere che dal loro punto di vista non avevano torto”. – G.F.-

Mille gru

16 Settembre 2009

“Noi riponiamo molta fiducia nelle persone, e ci attendiamo da esse altrettanta comprensione. Ma è un errore: soltanto lo specchio della nostra coscienza può dirci quello che siamo…”. -Y.K.-

L’arte del romanzo

8 Settembre 2009

“La riflessione romanzesca è il pensiero che ride della sua volontà di spiegare e riflettere sul tutto”. – M.R.-

La gloria

4 Settembre 2009

“Ci sono due specie di gloria: quella che precede l’invenzione della fotografia e quella successiva ad essa. Nel Trecento, il re ceco Venceslao si divertiva a frequentare le taverne di Praga e a chiacchierare in incognito con la gente del popolo. Aveva il potere, la gloria, la libertà. Il principe Carlo d’Inghilterra non ha alcun potere, alcuna libertà, ma ha una gloria immensa: che si trovi nella foresta vergine o nella sua vasca da bagno nascosta in un bunker diciassette piani sotto il livello del suolo, egli non può in alcun modo sfuggire agli occhi che lo inseguono e lo riconoscono. Ora che la gloria ha divorato interamente la sua libertà, egli sa: solo persone totalmente incoscienti possono oggi acconsentire a trascinarsi dietro i rumorosi barattoli della celebrità. Mi direte che se il carattere della gloria cambia, questo riguarda in ogni caso solo pochi privilegiati. Vi sbagliate. Perché la gloria non riguarda solo la gente famosa, riguarda tutti. Oggi la gente famosa occupa le pagine dei settimanali e gli schermi televisivi, invadendo l’immaginazione di tutti. E tutti contemplano, almeno in sogno, la possibilità di diventare oggetto di una simile gloria (non quella del re Venceslao che frequenta le bettole, ma quella del principe Carlo nascosto nella sua vasca da bagno diciassette piani sotto il livello del suolo). Questa possibilità segue come un’ombra ciascuno di noi e cambia il carattere della nostra vita: perché (ed è un’altra definizione elementare e universalmente nota della matematica esistenziale) ogni nuova possibilità che si offre all’esistenza, anche la meno probabile, trasforma l’esistenza intera”. –M.K.-

Ipocondria

2 Settembre 2009

M. “Ti puoi essere rovinato in qualche modo…”

W. “Che, che cosa vuol dire ROVINATO?”

M. “… Eccesso di masturbazione…”.

W. “Ehi, non ROVINARE i miei hobby!” – W.A.-

Senza bavaglio

1 Settembre 2009

Un ranocchio disse balbettando al guardacaccia:

“Quello che c-c-credete di vedere n-n-non sono io, è m-m-mio nonno”.

Ispirati o intasati?

30 Agosto 2009

“Quando la forza creativa è rimasta per un certo tempo ingorgata, finisce per straripare come se avesse luogo un’ispirazione immediata. (…) Ciò costituisce la nota illusione, al cui perdurare è un po’ troppo legato l’interesse di tutti gli artisti. (…) Il capitale si è appunto solo accumulato, non è caduto ad un tratto dal cielo”. –F.N.-

Ricordi

26 Agosto 2009

“Purtroppo la mia memoria è come la carta moschicida dove si accumulano dati di ogni genere, per la maggior parte inutili”. – S.H.-

Felicità

18 Agosto 2009

“Ma ad un certo punto ho deciso che, almeno per me, la felicità non stava in tutto ciò che volevo o di cui avevo bisogno, ma in tutto ciò che non volevo”. -P.I.-

Amicizia

31 Luglio 2009

“Di tutte le cose che la sapienza procura in vista della vita felice, il bene più grande è l’acquisto dell’amicizia.”-E.-

Offendersi

25 Luglio 2009

“Devo imparare a non fidarmi della convinzione o sensazione istintiva che sono io ad avere ragione. Non devo fidarmi di quella sensazione per quanto forte possa essere. In effetti, tanto più essa è forte, tanto più devo diffidare, poiché tanto più è forte, tanto più grande è il pericolo che io stia ingannando me stesso e, di conseguenza, il pericolo che io diventi un intollerabile fanatico”. – K.R.P.-

Ciclosofia

16 Luglio 2009

“La differenza tra la visione del mondo del ciclista e quella dell’automobilista è tra le più profonde che si possano immaginare. A livello di culo (fondoschiena). Osserviamo quello del ciclista: leggermente all’indietro, favorisce il decollo della colonna vertebrale. La postura è simile a quella delle statue antiche. E porta con sé una visione dinamica, una tensione in avanti che testimonia una grande fiducia in ciò che la vita riserva.

Il posteriore dell’automobilista, incastrato tra lo schienale e il sedile, non può permettersi l’arroganza del sedere del ciclista, che spinge le sue natiche ai margini senza bordo del sellino. No, tutto rattrappito nella sua molle concavità, implica nel suo proprietario una posizione semifetale, che ne tradisce il ripiegamento su di sé; impressione rafforzata da quella specie di guscio d’uovo galvanizzato che è il suo abitacolo, illusoria parodia di sicurezza placentare che s’infrangerà al primo urto”. -D.T.-

Il dinosauro

5 Luglio 2009

Quando si svegliò, il dinosauro stava ancora lì. -A.M.-

“Ogni luogo visto o vissuto, a lungo o brevemente, lascia nel cuore o nella mente un segno. Spesso il segno è così lieve che scompare e dopo un certo tempo non ricordiamo più nulla. Col passare della vita i luoghi (o le persone) che si ricordano sono sempre meno, quelli che continuano a vivere insieme a noi pochissimi, siano o no legati alla nostra origine. A me accade di ricordare luoghi o persone dove e con le quali almeno un giorno intero è stato molto bello, dall’alba al tramonto e anche la sera e la notte. I giorni indimenticabili non sono merito di nessuno, né quelli che si dimenticano son colpa di qualcuno. E’ così, perché  è fatale sia così. Dipende molto dalle stagioni. Dipende anche dal saper distinguere l’illusione dalla completezza, dal vino che c’era e dall’ora in cui si è bevuto, dal cibo, dalle persone con cui si stava insieme, dall’armonia tra queste persone e da mille altre cose”.  –G.P.-

La promessa

23 Giugno 2009

hokusai

Dall’età di sei anni ho la mania di copiare la forma delle cose, e dal mezzo centinaio in poi ho pubblicato molti disegni, però tra quello che ho raffigurato in questi settant’anni non c’è nulla degno di considerazione.

A settantatre anni ho un po’ intuito l’essenza della struttura di animali e uccelli, insetti e pesci, della vita di erbe e piante e perciò a ottantasei progredirò oltre; a novanta ne avrò approfondito ancor più il senso recondito e a cento anni avrò forse veramente raggiunto la dimensione del divino e del meraviglioso.

Quando ne avrò centodieci, anche solo un punto e una linea saranno dotati di vita propria. Se potessi esprimere un desiderio prego quelli tra Lor Signori che godranno di lunga vita di verificare se quanto affermo non sarà veritiero. -M.H.-

Sillabari

22 Giugno 2009

Sebbene i fiori risplendano di colori sono presto caduti e chi nel nostro mondo è libero dai mutamenti?

Oggi dobbiamo varcare la montagna dell’illusione mondana e lasciarci indietro i nostri sogni vani; ebbri mai più.