Nel deserto con le iene
8 Ottobre 2009
MILKA GOZZER
Trasportare cose dal mondo è diventato un problema. Il prezzo dei biglietti aerei intercontinentali è sempre più elevato, in compenso il peso del bagaglio che ci si può portare appresso è, se va bene, di appena 20 chili. Quasi nessuna compagnia aerea considera il trasporto di una bici come peso a parte. Oggi quando prendo un aereo trasportando la mia bicicletta imballata, copro ampiamente il peso consentito malgrado il modesto resto del bagaglio. Qualche anno fa non era così. Ho portato a casa tante cose dai miei viaggi. Molte non ci sono più come uno splendido tappeto kirghiso di sei metri per quattro divorato dalle tarme. Alcune ci sono ancora, ma presentano i segni di traslochi e incidenti domestici: la giraffa zimbabwese ha un orecchio rattoppato, una bottiglia uruguayana e una caraffa ungherese portano le trame della colla usata per rimetterle insieme, un omino di legno malawita ha perso la testa più e più volte. Ma quante altre cose avrei portato dai Paesi che ho visitato? Una di queste era un essere vivente chiamato Sciaki. Era un piccolo sciacallo, e il nome glielo ha dato il mio amico Bussola che se lo sarebbe messo anche nelle mutande pur di portarselo in Italia. Leggi il seguito
La crociata contro gli albigesi
5 Ottobre 2009

Minerve
MILKA GOZZER
La scelta di un viaggio in bicicletta è dettata spesso da eventi casuali e bizzarri, ma qualche volta anche tragici. Mi è già capitato di percorrere Paesi che hanno subito in passato la sanguinaria brutalità del genocidio come per esempio l’Armenia e la Cambogia. Stavolta la meta è assai più vicina ai confini italiani, ma il tempo dei fatti risale a otto secoli fa. La Storia cristiana d’Europa ha mantenuto un certo riserbo, o meglio: ha operato qualche distorsione mascherando come guerra di religione l’eliminazione fisica e culturale della gente di Occitania, l’ampia regione che comprendeva l’intero Sud della Francia. “Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi”. E’ con questa frase, attribuita al legato papale Arnaldo Amalrico, che il 22 di luglio del 1209 comincia il genocidio delle genti di Occitania – ma sulla carta della storia cristiana medievale si chiamerà Crociata contro gli albigesi o catari. Doveva essere una guerra lampo. Invece durò vent’anni anni al termine dei quali i morti sul terreno saranno migliaia, mentre gli esiti di questo blitz crociato avranno un peso cruciale nella storia europea. Leggi il seguito
Lesotho, il regno del cielo
28 Febbraio 2009

Cappello con coperta
MILKA GOZZER
Ho in mente un album di Fabrizio de Andrè, “Nuvole” che si apre con una poesia. Sono versi che ricordo ogni volta che mi capita di osservare le nuvole o di avvertire l’odore della pioggia. Ci sono situazioni in cui un banale dettaglio di osservazione può cambiarti la vita. O piuttosto, farti acquistare una nuova consapevolezza. A me è capitato qualcosa del genere mentre mi trovavo tra le nuvole, nel cielo tra il Lesotho e il Sudafrica. Ero a bordo di un piccolo velivolo, schiacciata contro un finestrino in prima fila e potevo godere di una visuale celeste formidabile. Leggi il seguito
Vietnam, il Golfo del Tonchino
20 Gennaio 2009

Una donna
MILKA GOZZER
Nel film “Il tè nel deserto”, una dolce Debra Winger risponde a John Malkovich, che interpreta il marito, “Noi non siamo turisti, caro. Siamo viaggiatori”. “E che differenza c’è?”, chiede lui.
Non voglio rovinarvi il seguito della pellicola di Bertolucci – che per inciso non mi ha mai fatto impazzire – però l’impagabile dizionario italiano Tullio De Mauro, alla voce “turista” dice: “chi viaggia per turismo” mentre per viaggiatore: “chi compie viaggi sia per esplorare con intenti scientifici, sia per conoscere il mondo a scopo personale”.
Taiwan: record, tè e cortesia
8 Gennaio 2009

Taipei 101
MILKA GOZZER
Il mio amico Bussola ha una passione per l’Africa. Mentre a me piace l’Asia. Perciò applichiamo il principio dell’alternanza nella scelta delle nostre destinazioni in bicicletta. La volta scorsa siamo arrivati in Lesotho. Oggi siamo a Taiwan, un tempo conosciuta anche come Formosa. Sono qua ai piedi dell’ edificio più alto del mondo, il Taipei 101, una torre di vetro e di acciaio trevigiano costata un miliardo e mezzo di euro, che idealmente rappresenta il bambù, ma che di fatto è un concentrato di alta tecnologia ingegneristica internazionale. Nel corpo dei 101 piani ci sono uffici, esposizioni e un scintillante centro commerciale. E c’è una palla di acciaio dorato del peso di 660 tonnellate che, con il supporto di pompe idrauliche, consente di bilanciare le inclinazioni dell’edificio provocate dai venti e dalle scosse di terremoto. I visitatori possono fotografarla. Ora che siamo a Natale, è circondata di addobbi. Quando sono partita, la mia meta ambita era proprio il 101 – come da piccola, quando volevo andare a Parigi per vedere la torre Eiffel.
Gli occhiali della modella e il Kirghizistan
15 Novembre 2008
MILKA GOZZER
Toilette femminile dell’aeroporto di Heathrow. Difficile ignorarla. Lei è una famosa modella e si sta incipriando il naso. Il cavallo delle sue gambe oltrepassa l’appoggio del lavabo, e la sua micro gonna di morbida pelle verde acido sta ad un centimetro dalla cornice di acciaio dove ogni giorno migliaia di donne di passaggio in questo aeroporto si lavano le mani. Leggi il seguito
Vietnam
3 Novembre 2008

Gioco di squadra
VIETNAM
MILKA GOZZER
Eccomi qua, dall’altra parte del globo terrestre. Regolo l’orologio che segna le 10 pm all’ora di Hanoi. Le 4 del pomeriggio e sono appena sbarcata nel luogo dove poco più di trent’anni fa si combatteva una sporca guerra. Chissà a quante altre guerre si potrebbe attribuire un aggettivo spregiativo. La sola che se l’è preso è la guerra del Vietnam.
